Parola agli esperti Archives - Avis vérifiés https://it.recensioni-verificate.com/blog/category/parola-agli-esperti/ Wed, 20 Mar 2024 15:55:55 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.2 https://it.recensioni-verificate.com/app/uploads/2024/02/Icon-blue.svg Parola agli esperti Archives - Avis vérifiés https://it.recensioni-verificate.com/blog/category/parola-agli-esperti/ 32 32 Shop digitali: le opportunità di business per e-commerce https://it.recensioni-verificate.com/blog/shop-digitali-opportunita-di-business-ecommerce/ https://it.recensioni-verificate.com/blog/shop-digitali-opportunita-di-business-ecommerce/#respond Tue, 21 Sep 2021 06:40:54 +0000 https://fr.avis-verifies.com/9732/ La crescita esponenziale e senza precedenti del settore e-commerce ha indotto molte aziende a ripensare il proprio modello di business in un’ottica sempre più digitale. Questo è il momento di innovare le proprie strategie per ritagliarsi uno spazio in uno scenario fortemente competitivo, impiegando la tecnologia per far evolvere i processi di vendita e stare al passo con le sempre più evolute abitudini di consumo dei...

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La crescita esponenziale e senza precedenti del settore e-commerce ha indotto molte aziende a ripensare il proprio modello di business in un’ottica sempre più digitale. Questo è il momento di innovare le proprie strategie per ritagliarsi uno spazio in uno scenario fortemente competitivo, impiegando la tecnologia per far evolvere i processi di vendita e stare al passo con le sempre più evolute abitudini di consumo dei clienti. Il cliente, infatti, è l’elemento centrale di tutto il processo, poiché il successo di un’azienda risiede anche e soprattutto nella capacità di soddisfare le aspettative e le necessità del proprio target di riferimento, offrendogli un’esperienza d’acquisto intuitiva e personalizzata, dal primo accesso al sito fino alla fase di checkout e post-vendita.

 

L’importanza delle recensioni dei clienti

Sicuramente la prima esigenza di qualsiasi cliente è quella di vivere un’esperienza di shopping soddisfacente, anche e soprattutto quando si parla di vendite online. Se un utente è incerto sul procedere con un acquisto, leggendo le opinioni di altri clienti può essere più incentivato a finalizzarlo.

Per questo strumenti come Recensioni Verificate hanno per i Merchant un’enorme importanza, poiché sempre più utenti scelgono di affidarsi a un sito web solo se è già stato sperimentato con soddisfazione da altri, tralasciando invece quelli poco conosciuti o con recensioni negative.

Lo conferma anche l’analisi “Fixing the Fundamentals” di IFS: dopo una brutta esperienza con un Brand, il 36% dei clienti è propenso a pubblicare il proprio feedback negativo sui social media, mentre il 46% è probabile che pubblichi online una recensione negativa. Tuttavia, il cliente non è orientato solo verso feedback negativi. Una percentuale molto alta di utenti (52%) è incline a lasciare una recensione positiva se ha vissuto un’esperienza che lo ha soddisfatto.

Questo dimostra chiaramente quanto le recensioni online possano avere un impatto sulla crescita del business di un e-commerce, rappresentando un ottimo incentivo durante la fase di Consideration che precede un acquisto. È fondamentale, quindi, dotarsi degli strumenti giusti per stimolare i clienti a condividere la propria esperienza.

 

e-commerce e recensioni clienti

 

Gli strumenti tecnologici per potenziare il proprio e-commerce

Lo studio delle diverse fasi del funnel di acquisto previste sul proprio e-commerce è fondamentale per costruire una Shopping Experience fluida ed evitare la presenza di punti di flessione che possono creare interruzioni.

Per raggiungere questo obiettivo e costruire una User Experience in linea con le aspettative dei consumatori le aziende hanno oggi a disposizione strumenti tecnologici sempre più innovativi. Tuttavia, nella ricerca delle soluzioni più adatte, è fondamentale evitare un approccio generalista che pretende che un unico tool possa, da solo, essere risolutivo su tutti fronti, quanto piuttosto è necessario orientarsi tra le diverse proposte tecnologiche e selezionare quelle più efficaci in funzione delle proprie esigenze.

La strategia corretta risiede nell’individuare le aree del processo di vendita che si vuole rafforzare e scegliere una selezione di applicativi adatti alle proprie necessità. Questo consentirà di migliorare l’esperienza online offerta, accompagnando l’utente lungo tutto il funnel, diminuendo i tassi di abbandono del sito e dei carrelli così da assistere ad un aumento dei volumi di vendita e alla fidelizzazione dei clienti che torneranno a fare acquisti e potranno consigliare lo shop a nuovi utenti. Solo attraverso strumenti innovativi ed efficaci è possibile ottimizzare la propria piattaforma online e restare al passo con i Big Player di settore.

 

I Big Player del mondo e-commerce

La presenza e l’evoluzione costante dei colossi dell’e-commerce influisce notevolmente sugli standard di servizio ai quali i consumatori si stanno abituando. Basti pensare a giganti come Amazon, Asos o Zalando, player di mercato che agendo sul web non hanno limiti di confine e sono cresciuti grazie alla loro capacità di offrire un servizio sempre più sofisticato e creare connessioni a lungo termine con i propri clienti, estendendo la relazione brand / utente ben oltre la transazione relativa a un singolo acquisto. Grazie a questi attori o a Brand che offrono servizi, come Netflix, Spotify o Uber, si è infatti diffusa la logica degli acquisti in abbonamento, che presuppone un rapporto continuativo e più solido con il proprio target di acquirenti.

 

e-commerce e social network

 

Nell’ottica di evolvere l’esperienza d’acquisto offerta sulle piattaforme e-commerce è nato Worldz, un software per e-commerce che integra le dinamiche dei social network con gli shop digitali, evolvendo la Shopping Experience offerta ai clienti e ottimizzando le performance di vendita per i Merchant.

Grazie a Worldz, gli utenti hanno la possibilità di interagire con una finestra di dialogo intelligente che comunica con loro lungo tutto il funnel di acquisto con messaggi personalizzati in base alla loro navigazione. Offre, inoltre, la possibilità di effettuare un social login con Facebook o Instagram e ricevere un credito personalizzato, proporzionale alla popolarità social e utile per completare l’acquisto, e scoprire quali amici e follower nelle proprie cerchie social hanno già utilizzato il servizio, acquistato, condiviso o visualizzato uno specifico prodotto.

Per redimere il credito, gli utenti devono semplicemente condividere sul loro profilo social un post (UGC) con il prodotto scelto, generando per lo shop un passaparola online positivo in grado di attirare nuovi prospect attraverso il WOM marketing. Gli User Generated Content aiutano i Brand ad aumentare la propria awareness verso nuove cerchie di utenti che, grazie al contenuto di un loro contatto che ha già fatto acquisti, possono superare l’iniziale diffidenza verso un nuovo Merchant.

Inoltre Worldz consente di profilare il traffico che atterra sulle piattaforme e-commerce, consentendo ai Retailer di arricchire il proprio database di contatti e orientare le proprie campagne di social advertising verso il corretto target di utenti. Una corretta strategia di lead generation può rappresentare infatti lo strumento più utile per intercettare e coinvolgere utenti interessati nel medio/lungo periodo. Attraverso la dashboard di Worldz, le aziende hanno a disposizione le anagrafiche dei clienti (come età, e-mail, telefono o abitudini d’acquisto) utili a ottimizzare le proprie attività di marketing e una serie di Insight utili a monitorare l’andamento delle performance.

Worldz è un software innovativo compatibile con tutti i principali CMS e si installa in pochi click, trasformando qualsiasi e-commerce in un Social Commerce.

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Articolo scritto da Barbara Valentina Grimaldi, Brand Manager @Worldz.

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Il pagamento, tappa fondamentale del customer journey https://it.recensioni-verificate.com/blog/il-pagamento-tappa-fondamentale-del-customer-journey/ https://it.recensioni-verificate.com/blog/il-pagamento-tappa-fondamentale-del-customer-journey/#respond Mon, 19 Jul 2021 11:35:34 +0000 https://fr.avis-verifies.com/9488/ Spesso trascurata, la tappa del pagamento è tuttavia fondamentale per le vendite. Se mal ottimizzata, può causare la perdita di potenziali clienti: il 18% degli internauti infatti abbandona il carrello se questa fase risulta essere troppo complicata (Baymard Institute). Il pagamento può invece essere un vero e proprio vettore di crescita per il tuo negozio....

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Spesso trascurata, la tappa del pagamento è tuttavia fondamentale per le vendite. Se mal ottimizzata, può causare la perdita di potenziali clienti: il 18% degli internauti infatti abbandona il carrello se questa fase risulta essere troppo complicata (Baymard Institute).

Il pagamento può invece essere un vero e proprio vettore di crescita per il tuo negozio. Come sfruttare al massimo tutto il suo potenziale?

Il nostro partner PayPlug, soluzione di pagamento omnichannel, ti propone una panoramica delle funzionalità che ti aiuteranno ad aumentare il tuo fatturato, offrendo ai clienti un’esperienza di acquisto senza pari.

 

1. Aumenta il tuo carrello medio

I consumatori sono sempre più interessati a soluzioni di finanziamento per dilazionare le proprie spese, come il pagamento a rate, un vantaggio non indifferente in tempi di crisi sanitaria ed economica. Secondo Opinion Way, infatti, il 39% degli italiani vorrebbe poter beneficiare di questa funzionalità al momento dell’acquisto.

La prova che per soddisfare le aspettative degli acquirenti, è ormai necessario proporre questa soluzione di pagamento agevolato.

Inoltre, eliminando gli ultimi ostacoli all’acquisto, il pagamento a rate ti permette di migliorare il tuo tasso di conversione e di aumentare il tuo carrello medio. Un utente sarà infatti più incline a comprare prodotti aggiuntivi o di una gamma superiore se può dilazionarne il pagamento.

Il negozio Autoricambi SanMauro, ad esempio, ha aumentato il proprio carrello medio di € 20-25 grazie al pagamento frazionato. Ha anche constatato un forte aumento delle vendite (+25%) da quando ha implementato questa funzionalità, che mette ben in evidenza sulla propria homepage per incoraggiare i visitatori all’acquisto.

 

2. Accelera il tuo percorso di acquisto

Il pagamento è l’ultima tappa del percorso di acquisto, è quindi importante identificare ed eliminare ogni eventuale fattore di attrito. Per iniziare, puoi usare questo tool gratuito che ti permette di valutare le performance della tua pagina di pagamento: in base al risultato, riceverai dei consigli personalizzati tramite e-mail.

Quindi, considera le funzionalità che possono aiutarti ad accorciare il tuo percorso di acquisto. Grazie al pagamento 1-click, ad esempio, i tuoi clienti possono scegliere di salvare i dati della carta di credito per non doverli reinserire in futuro. In questo modo, risparmiano del tempo prezioso e sono più propensi a effettuare altri ordini sul tuo sito web!

 

Pagamento 1-click sul sito web di Shopiemonte

Ti consigliamo anche di scegliere una soluzione di pagamento che offra il rilevamento automatico del tipo di carta di credito: un dettaglio, certo, ma che farà risparmiare qualche prezioso secondo al tuo acquirente.

Nella stessa ottica, puoi attivare il tastierino numerico per facilitare l’inserimento dei dati della carta di credito tramite smartphone.

Ecco alcune tecniche per rendere più fluido il customer journey!

3. Migliora il tuo tasso di conversione

La conversione è da considerarsi come il nocciolo della questione nell’e-commerce. Come prevenire l’abbandono del carrello nell’ultima fase del percorso di acquisto? Come evitare i mancati pagamenti? È quanto vedremo qui di seguito!

Pagina di pagamento responsive e rassicurante

Per aumentare il tuo tasso di conversione, è essenziale avere una pagina di pagamento semplice e rassicurante. PayPlug, ad esempio, ti consente di personalizzare la pagina di checkout aggiungendo il logo, i colori e l’immagine di sfondo del tuo brand. In questo modo, gli acquirenti rimangono nel tuo universo fino al momento del pagamento, in un clima di completa fiducia.

Pagina di pagamento del sito Creative Cables

Puoi anche optare per un modello di pagina denominato “lightbox”, che è visualizzato direttamente sulla pagina dell’ordine e prevede diversi elementi rassicuranti (icona lucchetto, menzione “100% sicuro”, loghi dei tipi di carta di credito accettati).

Ti invitiamo a provare diversi template per selezionare quello che ti permette di convertire più facilmente i tuoi visitatori. Tieni presente che tutte le pagine di pagamento PayPlug sono ottimizzate per la visualizzazione su dispositivi mobili e tablet!

Soluzione di pagamento conforme alla PSD2

La Direttiva sui servizi di pagamento 2 (PSD2) mira a migliorare la sicurezza delle transazioni online. In Italia, dal 1° aprile 2021, tutti i pagamenti online superiori a 30 euro sono verificati utilizzando almeno due dei seguenti tre elementi di autenticazione: una password che l’utente conosce, un dispositivo che l’utente possiede (telefono, computer), una caratteristica personale dell’utente (impronta digitale, riconoscimento facciale). Si parla di autenticazione forte.

In futuro, le soluzioni di pagamento dovrebbero essere in grado di “richiedere” un’autenticazione forte o senza attrito (in questo caso, l’utente non dovrà identificarsi), a seconda del livello di rischio stimato della transazione.

L’autenticazione forte può a priori avere un impatto negativo sul tuo tasso di conversione, visto che aggiunge uno step in più al percorso di acquisto. Come minimizzare questa perdita?

  • Informa in anticipo i tuoi visitatori in merito alle conseguenze della PSD2, onde evitare il fallimento dei pagamenti dovuto alla mancata conoscenza degli step da seguire;
  • verifica che la tua soluzione di pagamento sia conforme alla direttiva;
  • prediligi una soluzione che registri poche frodi, le banche emittenti si fideranno più facilmente del tipo di autenticazione raccomandata. È il caso di PayPlug!

 

4. Concludi le vendite su tutti i canali

Finora ti abbiamo spiegato come ottimizzare la tappa del pagamento sul tuo sito e-commerce. Sapevi che alcune soluzioni di pagamento ti consentono di incassare gli ordini mentre parli con i tuoi clienti via WhatsApp, SMS o al telefono? È il principio del commercio conversazionale!

PayPlug ha redatto una guida completa sull’argomento: ti invitiamo a leggerla per scoprire quali canali di contatto usare per primi, come usufruire dell’intelligenza artificiale per ottimizzare gli scambi con i clienti e quali tecniche utilizzare per concludere ogni conversazione con una vendita.

In concreto, potrai inviare un link di pagamento al cliente con cui stai conversando. Quest’ultimo dovrà semplicemente cliccare per essere reindirizzato a una pagina di pagamento sicura. In questo modo offrirai un’esperienza di acquisto innovativa, generando al tempo stesso ulteriori vendite!

Richiesta di pagamento inviata dal negozio Paco Pet Shop

 

Conclusione

Ora sai quali leve azionare per migliorare la tappa del pagamento sul tuo sito web, ma anche quali tool mettere in atto per generare nuove vendite su qualsiasi canale!

Scegli accuratamente la tua soluzione di pagamento e assicurati che offra funzionalità in linea con le tue esigenze e le aspettative dei clienti. Non deve essere un semplice tool, ma un vero e proprio partner che accompagnerà la crescita del tuo negozio a lungo termine.

Questo articolo è stato scritto da Roxane Tranchard, responsabile della comunicazione presso PayPlug.

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I 10 numeri chiave per vincere le sfide del settore fashion https://it.recensioni-verificate.com/blog/i-10-numeri-chiave-per-vincere-le-sfide-del-settore-fashion/ https://it.recensioni-verificate.com/blog/i-10-numeri-chiave-per-vincere-le-sfide-del-settore-fashion/#respond Thu, 01 Jul 2021 13:05:42 +0000 https://fr.avis-verifies.com/9450/ Quali sono le tendenze dei consumatori nella moda? Come soddisfare le aspettative degli acquirenti? Quali sono i loro comportamenti di acquisto? Per vincere le sfide del 2021 le aziende del settore fashion devono conoscere i loro consumatori e prendere delle decisioni sulla base di dati concreti. Per questo motivo abbiamo collaborato con gli esperti di...

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Quali sono le tendenze dei consumatori nella moda? Come soddisfare le aspettative degli acquirenti? Quali sono i loro comportamenti di acquisto?

Per vincere le sfide del 2021 le aziende del settore fashion devono conoscere i loro consumatori e prendere delle decisioni sulla base di dati concreti. Per questo motivo abbiamo collaborato con gli esperti di PayPlug, Alfred Italia e MagicStore nella realizzazione di un’infografica che raccoglie tutte queste risposte.

Lo studio è stato condotto su oltre 2.800 merchant della moda in Italia ed Europa.

Ecco cosa troverai nell’infografica:

  • Canali utilizzati: i consumatori del settore fashion acquistano più da computer o da mobile? Qual è il valore del carrello medio in base al canale di acquisto (e-commerce, negozio, multicanale)? In che modo preferiscono mettersi in contatto con i brand (chat, whatsapp, email o telefono)?
  • Customer satisfaction: qual è il livello di soddisfazione dei clienti in Italia e in Europa? Quanto sono aumentate le recensioni del settore fashion dopo la crisi sanitaria?
  • Resi e consegne: i resi sono in diminuzione o in aumento? In quali casi gli esercenti offrono la spedizione gratuita?
  • Modalità di pagamento: quali sono i metodi di pagamento più utilizzati sui siti e-commerce di abbigliamento? E le migliori funzionalità per i pagamenti online?

Conoscere le risposte a queste domande ti permetterà di prendere delle decisioni in linea con le preferenze dei tuoi futuri clienti, ottimizzando così le tue performance.

Cosa aspetti? SCARICA SUBITO L’INFOGRAFICA!

 

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Quanto costa fare e-commerce? Come calcolare l’investimento https://it.recensioni-verificate.com/blog/quanto-costa-fare-e-commerce-come-calcolare-linvestimento/ https://it.recensioni-verificate.com/blog/quanto-costa-fare-e-commerce-come-calcolare-linvestimento/#respond Thu, 27 May 2021 13:16:14 +0000 https://fr.avis-verifies.com/9410/ Quanto costa fare e-commerce? Ce lo racconta in questo articolo Francesco Chiappini, formatore, fondatore di Ecommerce School e partner di Recensioni Verificate. Dare un numero esatto è ovviamente impossibile, ma in questo articolo Francesco ti spiegherà tutto quello a cui devi prestare attenzione per calcolare il tuo investimento. I costi infatti variano in base alla...

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Quanto costa fare e-commerce? Ce lo racconta in questo articolo Francesco Chiappini, formatore, fondatore di Ecommerce School e partner di Recensioni Verificate.

Dare un numero esatto è ovviamente impossibile, ma in questo articolo Francesco ti spiegherà tutto quello a cui devi prestare attenzione per calcolare il tuo investimento.

I costi infatti variano in base alla tipologia del progetto, vediamo quindi le principali variabili da tenere in considerazione e sfatiamo alcuni miti sui costi dell’e-commerce.

E-commerce strutturato o “Opportunity Seeker”

Iniziamo dalla definizione di e-commerce. Dobbiamo distinguere tra e-commerce strutturato ed e-commerce “mordi e fuggi” o “opportunity seeker”.

L’e-commerce strutturato prevede un piano di entrata all’interno di un mercato, strutturarsi, creare un team, investire in marketing… Solo dopo potrai scalare in termini di logistica, di marketing, di ottimizzazioni interne e creare dei veri e propri imperi online.

Questo approccio strutturato è diverso da chi vende le mascherine durante il periodo del Covid, il cosiddetto e-commerce “mordi e fuggi”. È un po’ come andare in un mercato tirare fuori la bancarella iniziare a vendere, poi quando è finito il mercato chiudere e andare a cercare un altro mercato.

Qual è il tuo modello di business e come gestisci il magazzino?

Vuoi fare B2B oppure B2C? Il B2B, ad esempio, necessita di tutta una serie di attività tecniche e quant’altro. Gli investimenti sono diversi rispetto a un B2C, che a livello di avvio è già più standardizzato.

Qual è il tuo modello di business? Vuoi fare una vendita in abbonamento, vuoi ricreare un marketplace, vuoi vendere a catalogo, inserire la realtà aumentata…

Come gestisci il magazzino? In “dropshipping”, quindi sfruttando il magazzino di un tuo fornitore, oppure vuoi avere la logistica interna?

In che mercato o settore vuoi entrare? Quali sono i tuoi obiettivi?

In che settore di mercato vuoi inserirti? In un “mass market”, con tutte le esigenze di struttura di cui ha bisogno, oppure in una nicchia che ha bisogno di meno budget?

Qual è il tuo obiettivo di fatturato? Qual è il tuo numero di ordini previsto? In base a questo, avrei bisogno di logistica di customer care e anche di una piattaforma che sostenga questa scalabilità aziendale.

Che numero di prodotti prevedi? Devi sapere che la gestione del catalogo più è ampia e più necessita di costi sia per il customer care che per la spedizione

Prevedi delle personalizzazioni e delle integrazioni sul sito? Ad esempio, l’integrazione di sistemi informatici avrà un costo non trascurabile.

Hai delle persone competenti all’interno della tua azienda che possono gestire l’e-commerce? Perché se non le hai dovrai investire per acquisire queste competenze all’esterno oppure per creare un team in-house.

Vendi in Italia o anche all’estero? I costi cambiano, perché se vuoi internazionalizzare e partire con un progetto europeo o worldwide i costi sono sicuramente superiori. 

Alcuni fattori da considerare a prescindere da queste domande

Queste domande che ti ho elencato sono solo alcune delle variabili che devi tenere in considerazione, ma sono fondamentali per capire innanzitutto che tipo di tipologia di e-commerce vuoi fare.

Alla luce di questo devi sapere che in linea generale…

L’investimento è inversamente proporzionale alle competenze che hai tu o che sono presenti in azienda.

Più sei competente e meno investi, meno sei competente più devi investire perché con l’e-commerce “fai da te” rischi di farti male. Ci puoi riuscire, ma devi comunque studiare e formati in maniera continuativa e comprendere che ci sono delle competenze e delle logiche all’interno dell’e-commerce diverse da quelle del fisico.

Puoi essere anche un bravissimo imprenditore sul fisico, ma nel momento in cui inizi a fare e-commerce le logiche sono diverse, quindi devi sviluppare delle competenze sia verticali sull’e-commerce, ma soprattutto orizzontali. Le competenze orizzontali servono per guidare, per delegare, per capire se le attività vengono svolte più o meno bene.

Le tipologie di e-commerce sono tante e la scelta del modello di business impatta sui costi che dovrai sostenere, ma a prescindere da quello che hai scelto c’è una cosa a cui devi prestare molta attenzione:

Il briefing in fase iniziale.

La pianificazione viene totalmente sottovalutata in generale per tutti i business, ma anche se apri un bar devi fare un business plan. E nell’e-commerce serve ancora di più!

Devi pianificare tutto nel dettaglio. Non solo del conto economico, ma anche della strategia, del team, della gestione dello stock, del posizionamento, delle scelte tecnologiche, della UX e così via.

Un mito da sfatare: perché l’e-commerce dovrebbe costare meno?

Spesso quando si parla di e-commerce in confronto ad un negozio retail, c’è una forte credenza popolare che vendere online debba costare meno. A differenza del negozio fisico, l’e-commerce ti permette di vendere ovunque, di raggiungere un pubblico in qualsiasi punto, di incassare subito perché ti pagano immediatamente ed è scalabilissimo.

Perché quindi dovrebbe costare meno?!

Per smontare questo mito ho voluto mettere a confronto quelli che sono i costi tra retail ed e-commerce, perché è importante vedere questa comparazione.

1) Spesso mi viene detto “Quando compro un locale, ho tutte le spese dei lavori che devo fare per renderlo funzionale e attrattivo per i clienti, non posso certo fare un locale senza il pavimento!”.

Questo vale per l’offline tanto per l’online. Oggi puoi fare un e-commerce anche con € 1.000, ma ti assicuro che avrà lo stesso impatto di un locale senza pavimento.

2) Un’altra frase che sento frequentemente è “Il negozio ha bisogno di manutenzione frequente e in più c’è l’affitto!”.

Anche nell’e-commerce esistono voci di costo simili! Una volta che il sito è online non è che tu sei a posto con la tua piattaforma. Ci dovrai lavorare tutti i giorni perché le tecnologie si aggiornano, devi fare nuovi sviluppi, avrai necessità di fare nuove promozioni, di creare percorsi di navigazione nuovi e inserire metodi di pagamento diversi, etc…

Come devi fare manutenzione al tuo negozio, devi fare manutenzione anche sul tuo e-commerce.

L’affitto di un negozio fisico invece corrisponde all’hosting del tuo e-commerce. Quando fai e-commerce devi pagare ogni mese l’hosting, ovvero lo spazio web dove tu vai a mettere il tuo il tuo sito. Nel momento in cui cresci anche l’hosting può diventare importante, ci sono e-commerce strutturati che spendono anche € 5.000 di hosting ogni anno.

3) Ancora “Eh, ma io nel negozio ho tutte le spese dell’arredamento”.

Nell’e-commerce l’arredamento lo potremmo paragonare all’usabilità, ovvero come vai a sistemare i prodotti all’interno dell’e-commerce. Questa attività che devi svolgere si chiama CRO (Conversion Rate Optimization). Nel momento in cui hai tanto traffico, devi ottimizzare l’usabilità per aumentare le vendite su quel traffico. Come? Migliorando i percorsi di navigazione, i contenuti, il catalogo… Questo lavoro prevede degli investimenti.

4) Proseguiamo con le frasi che ho sentito dire in questi anni: “Eh ma io in negozio devo comprare tante attrezzature”.

Certo, ma se fai e-commerce dovrai acquistare tutta una serie di software che ti servono sia in fase di avvio sia in fase di crescita. Probabilmente ti servirà anche un ufficio dove lavorare tu stesso ma anche il tuo team. In più, rispetto al negozio, hai dei costi legati alla gestione di spedizioni, imballaggi e anche i resi.

5) Un’altra differenza tra e-commerce e retail è l’acquisizione dei clienti. Nel retail la concorrenza è legata ad altri negozi sul territorio (oltre a quella online), il marketing viene spesso trascurato e l’acquisizione clienti è limitata alla posizione del negozio. Nell’e-commerce c’è molta più concorrenza (anche internazionale) e sono necessari investimenti più onerosi e mirati. I canali sono tanti, ma ti servono competenze e budget per andare ad acquisire i clienti online.

6) Ultimo punto di questo paragrafo, il personale. Mentre nel retail, non sempre ma spesso, puoi assumere del personale anche alle prime armi, per esempio in stage, sull’online questo ragionamento non si può fare. Non puoi prendere una persona inesperta nel digital e metterla a gestire l’email marketing, l’advertising o la creazione di contenuti. Hai bisogno di persone competenti che ti costano un po’ di più di quello che è l’impatto del retail.

Come abbiamo visto i costi dell’e-commerce ci sono e sono tanti, quindi non è vero che deve costare meno.

In fondo, perché un’attività che ti può portare a fatturare cifre da capogiro e vendere in tutto il mondo dovrebbe costare meno di un negozio retail?

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Francesco Chiappini vanta una lunga esperienza diretta nell’e-commerce, con progetti proprietari e di consulenza. Ha messo online il suo primo e-commerce nel 2002: la sua lunga esperienza gli ha permesso di creare un sistema vincente con il quale fare e-commerce, sistema che oggi insegna nei suoi corsi di formazione con casi studio concreti.

È autore del libro edito Flaccovio “Marketing automation per e-commerce” che ha venduto oltre 3.000 copie.

Oltre ad aver portato da 0 a 10 milioni un progetto B2B dal 2011 al 2014, ha lavorato e lavora per clienti come Moschino, AmicaFarmacia, EuroBrico, Pollini, Alberta Ferretti, Efarma, Motoabbigliamento, SorgenteNatura e molti altri brand e PMI.

Fondatore di Ecommerce School, è socio di altre 3 società: Beyond Ecommerce (sviluppo di e-commerce proprietari), Floox Srl (marketing automation) e 7Ads Srl (advertising multicanale per e-commerce).

Se vuoi sapere di più su Francesco, visita il suo sito.

 

 

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I trucchi per ottimizzare le campagne Google Ads: intervista a Luigi Sciolti https://it.recensioni-verificate.com/blog/i-trucchi-per-ottimizzare-le-campagne-google-ads-intervista-a-luigi-sciolti/ https://it.recensioni-verificate.com/blog/i-trucchi-per-ottimizzare-le-campagne-google-ads-intervista-a-luigi-sciolti/#respond Thu, 29 Apr 2021 05:19:12 +0000 https://fr.avis-verifies.com/9322/ Oggi parliamo con Luigi Sciolti, uno dei massimi esperti italiani di Google Ads. Luigi è consulente per decine di aziende che operano in oltre trenta settori diversi e che sono accomunate da un elemento: hanno un sito e-commerce con fatturato in costante crescita. In questa intervista abbiamo chiesto a Luigi i suoi “segreti” per aumentare...

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Oggi parliamo con Luigi Sciolti, uno dei massimi esperti italiani di Google Ads. Luigi è consulente per decine di aziende che operano in oltre trenta settori diversi e che sono accomunate da un elemento: hanno un sito e-commerce con fatturato in costante crescita.

In questa intervista abbiamo chiesto a Luigi i suoi “segreti” per aumentare il ritorno sull’investimento delle campagne Google Ads per e-commerce. Ecco i suoi consigli.

 

1) Luigi, facendo riferimento alla tua lunga e ricca esperienza di consulente ed esperto, qual è l’errore che più frequentemente riscontri nella creazione di campagne su Google Ads?

Quando, in fase di gestione di una campagna o di semplice consulenza, entro nell’account Google Ads di un cliente, l’errore più frequente cui mi trovo di fronte è relativo all’errato settaggio delle configurazioni. Questo primo errore è strettamente collegato al secondo in ordine di rilevanza, ossia la mancanza di una strategia che si collega al terzo, un budget inadeguato agli obiettivi che si vogliono raggiungere.

Per spiegare quello che intendo, facciamo un passo indietro. In ogni campagna PPC (pay per click) ci sono 2 fattori imprescindibili e probabilmente eterni, qualunque sia la piattaforma di advertising online: traffico e conversioni. Semplificando al massimo, possiamo dire che il traffico si deve “convertire” in obiettivo. Per questo, è di assoluta importanza creare un filo conduttore tra i 2 elementi.

Gli strumenti principali per la gestione di una campagna pubblicitaria sono Google Ads e Google Analytics. Non si può pensare di utilizzare efficacemente l’uno senza l’altro. Esiste la possibilità di collegare in modo semplice e rapido i due tool, in modo che i dati dell’uno vengano inviati all’altro. Questi dati aiuteranno i potenti algoritmi di machine learning di Google ad ottimizzare i risultati della campagna e ad aumentare le conversioni.

 

2) Diamo per scontato che Google Analytics sia stato parametrato correttamente: ora bisogna occuparsi della strategia. Quali consigli daresti per ottimizzare una campagna?

Ottimizzare una campagna appena avviata è ben diverso dall’ottimizzare un account con storico di vendite. Questo significa che i KPI (indici di performance) che guarderò saranno completamente diversi.  

  • Un e-commerce agli inizi della propria esistenza non punterà subito all’aumento delle vendite e alla crescita del fatturato. Dovrà, invece, cercare di crearsi una nicchia tra i potenziali clienti, dovrà farsi conoscere, puntare ad aumentare gli iscritti alla newsletter prima di ottenere acquisti. Ottenere l’email di un utente interessato, dovrebbe essere più facile che far tirar fuori la sua carta di credito. All’utente che fornirà il proprio indirizzo email, verranno inviate delle email o delle newsletter per presentare prodotti e servizi del sito, fino a quando non sarà effettivamente pronto a comprare.
  • Un portale di vendita online già noto, al contrario, potrà tralasciare questa fase (ma probabilmente l’avrà automatizzata o affrontata con successo in precedenza), per dedicarsi all’aumento delle vendite e alla crescita del fatturato.

Quindi, il primo consiglio è: scegliere bene i KPI e gli obiettivi da monitorare in base al momento storico dell’e-commerce. Ottimizzare delle campagne che non hanno transazioni è difficile, se l’unico obiettivo che hai configurato è l’acquisto. Inizia con conversioni più facili da raggiungere e anche il machine learning farà la sua parte.

Secondo aspetto importante è la segmentazione delle campagne. Troppo spesso mi trovo campagne con un solo gruppo annunci. Campagne shopping con all’interno tutti prodotti del catalogo oppure campagne search con centinaia di parole chiave aggiunte solo perché il sistema le ha suggerite come importanti.

Una soluzione potrebbe essere partire con una campagna che contenga un centinaio di prodotti, scegliendo quelli più vantaggiosi rispetto ai competitor che offrono gli stessi item, perché magari abbiamo un prezzo più basso, una disponibilità immediata in magazzino o un ritorno positivo degli stessi prodotti su altri canali.

Un secondo consiglio è suddividere le campagne per categorie di prodotto, dando priorità a quelle più importanti con lo stesso criterio nell’esempio di sopra.

 

3) A proposito di segmentazione, quanto incide una cattiva segmentazione sui risultati di una campagna Google Ads?

Fare una cattiva segmentazione significa andare a spendere soldi per fare pubblicità ad un pubblico non interessato al nostro prodotto. Possiamo quindi sostenere che l’impatto della segmentazione sulle campagne PPC è davvero di primaria importanza.

A seconda del momento storico dell’e-commerce, possiamo trovarci a lavorare sulla rete search, sulla rete shopping o sulla rete display. 

Nel caso della rete search, andremo a segmentare in base alle query di ricerca dei prodotti e alla posizione occupata dal potenziale cliente nel funnel della ricerca. Chi digita sul motore di ricerca “rimedi per il mal di testa” si trova nell’upper funnel: non ha un’idea precisa di cosa acquistare, ma sta cercando delle informazioni al riguardo. Andrà indirizzato su una landing page che gli fornisca tutte le informazioni che cerca e, solo in un secondo momento, il prodotto che gli farà passare il mal di testa. Al contrario, chi digita su Google “oki task bustine” conosce già il prodotto e la sua efficacia e vuole trovare il prezzo più basso.

Se agiamo sulla rete shopping, faremo una segmentazione per categoria di prodotto (in un e-commerce di farmaceutica, suddividiamo per farmaci, cosmetici, integratori, …) e per margini di guadagno (alti e bassi). Per un prodotto con margini di guadagno più alti, il ROAs (il KPI che misura il ritorno sugli investimenti pubblicitari) potrà essere più basso e l’investimento maggiore. Al contrario, con un prodotto dai margini di guadagno più bassi, il ROAs tenderà a crescere e l’investimento dovrà essere minore (perché i costi aziendali siano sopportabili).

Infine, la rete display: questa va a cogliere una domanda latente, un’esigenza che l’utente del web ancora non sa di avere. Per realizzare una campagna che raggiunga degli utenti in fase di risoluzione del problema (“mal di testa”), si punterà ad utenti alla ricerca di informazioni sulla salute o a potenziali clienti che stiano cercando un prodotto specifico (“oki task bustine”): questi sono chiamati segmenti in-market. La mia campagna punterà, allora, alla promozione di determinati prodotti o ad una comunicazione generica sulla questione (“mal di testa”).

 

4) Quali sono i tuoi trucchi per aumentare il CTR?

Il CTR (click-through rate) è un parametro che consente di stabilire quanto un annuncio sta attirando l’attenzione, grazie alla parola chiave (rete search e rete shopping) o al messaggio (rete display).

Il primo “trucco” da considerare è un’efficace comunicazione in ciascuna delle tre reti:

  • nella rete search, il copy (testo) deve essere impeccabile e le informazioni devono attirare l’attenzione dell’utente. I numeri, come percentuali, prezzo e date spesso funzionano;
  • nella rete shopping, le immagini del prodotto devono essere chiare e “originali” rispetto a quelle della concorrenza;
  • nella rete display, devo determinare in modo preciso il target da raggiungere e colpire il loro interesse con banner efficaci.

La comunicazione attira l’attenzione di chi legge il testo o guarda le immagini, convince l’utente a cliccare per iscriversi alla newsletter o per acquistare il prodotto ma dovrebbe anche tenere lontano dal click chi non è veramente interessato: ottenere traffico di utenti non interessati è uno spreco di risorse e una perdita di tempo.

Il secondo consiglio che posso darti è di tenere in considerazione un parametro importante, presente però solo nella rete search, è quello di ottenere un buon punteggio di qualità (che si stabilisce su una scala da 1 a 10).

Sappiamo che il funzionamento delle campagne nella rete di ricerca sono rappresentate da un utente che effettua una ricerca tramite parola chiave, fa click sull’annuncio e atterra nella pagina di destinazione (landing page) collegata. Perché quel punteggio sia elevato, vi deve essere una corrispondenza tra la parola chiave usata dall’utente, l’annuncio su cui questi clicca e la pagina di destinazione.

Se la comunicazione degli annunci attira l’attenzione dell’utente e se c’è una corrispondenza tra quello che l’utente cerca e quello che trova nella landing page, allora, il punteggio di qualità sarà tendenzialmente alto. Questa metrica, insieme a molti altri KPI utili, si possono aggiungere alle  colonne standard a livello di parola chiave. 

Un terzo “trucco” che consente di aumentare il CTR consiste nell‘utilizzare le estensioni di annuncio come sitelink, callout e prezzo. Ma soprattutto cercare di ottenere le estensioni di recensione, grazie a una soluzione di raccolta partner di Google come ad esempio Recensioni Verificate.

Quando, accanto alla descrizione del prodotto, l’utente vede il feedback sul venditore o sul prodotto stesso e quando accanto alla descrizione del prodotto o della categoria ci sono le 5 stelline gialle, allora l’interesse dell’utente cresce. L’estensione di recensione ha una duplice funzione: attira l’attenzione e risponde in anticipo ad una domanda, che l’utente si porrà una volta atterrato sulla pagina: “mi posso fidare di questo venditore?”. 

Esempio di estensione di recensione di NeroRistretto

5) Abbiamo parlato a più riprese di landing page: quanto incidono le pagine di destinazione sulle performance degli annunci?

La landing page è la pagina di destinazione su cui atterra l’utente dopo aver fatto click su un annuncio e la sua funzione è duplice:

  • conferma quello che l’utente ha letto nell’annuncio su cui ha fatto click. Se l’annuncio parla di offerte o di sconti, l’utente dovrà trovare le stesse offerte e gli stessi sconti, una volta nella landing; 
  • contiene informazioni utili e convince l’utente ad effettuare l’azione di conversione per noi importante come lasciare i suoi contatti, iscriversi alla newsletter o acquistare un prodotto. 

Perché una campagna sia davvero performante, la landing page dovrà rispondere a dei criteri ben precisi:

  • le informazioni devono essere dettagliate e i dati più rilevanti ben visibili, anche ad un primo sguardo;
  • vi deve essere corrispondenza tra il “prima del click” e il “dopo il click”,  tra quello che l’utente ha cercato e quello che ha trovato;
  • l’esperienza utente è assolutamente importante. Anche per questo la landing page, dovrebbe essere veloce: se al click e alla navigazione dell’utente non corrisponde una reattività sufficiente e la sua attesa sarà eccessiva, vi sarà un disagio e la sua esperienza di navigazione non sarà positiva.

Se questi parametri non sono rispettati, Google darà un punteggio basso e penalizzerà gli annunci: ti ritroverai a pagare di più per avere lo stesso numero di click, senza ottenere però la conversione sperata.

Quando parliamo di un e-commerce, la landing page coincide con la scheda prodotto. È importante che questa risponda alle informazioni principali sia sul prodotto che sulla spedizione. Tra le informazioni più apprezzate, ci sono sicuramente le recensioni dei clienti. La riprova sociale è, infatti, una delle leve più potenti di una campagna. L’utente, prima di effettuare un acquisto, va alla ricerca di recensioni, per valutare la qualità del venditore. Se non trova le recensioni sul sito su cui vuole effettuare l’acquisto, le cerca altrove, con il rischio di non tornare più sul mio e-commerce.

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Luigi Sciolti è consulente web marketing Google Premier Partner, esperto in advertising per e-commerce.

Per scoprire di più sul metodo di Luigi Sciolti, visita il suo sito.

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Una strategia di recensioni personalizzata: il caso di GioiaPura https://it.recensioni-verificate.com/blog/una-strategia-di-recensioni-personalizzata-il-caso-di-gioiapura/ Mon, 29 Mar 2021 11:22:09 +0000 https://fr.avis-verifies.com/9250/ Traffico organico, campagne Ads, tasso di conversione, schede prodotto ottimizzate per la SEO… Sono innumerevoli i parametri e gli elementi che un e-commerce deve sempre avere sotto controllo per il successo dell’attività. Esiste però uno strumento che oltre ad ottimizzare i principali KPI del sito, consente di migliorare i contenuti dell’e-commerce, la customer experience e...

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Traffico organico, campagne Ads, tasso di conversione, schede prodotto ottimizzate per la SEO… Sono innumerevoli i parametri e gli elementi che un e-commerce deve sempre avere sotto controllo per il successo dell’attività. Esiste però uno strumento che oltre ad ottimizzare i principali KPI del sito, consente di migliorare i contenuti dell’e-commerce, la customer experience e il rapporto di fiducia con gli utenti.

Stiamo parlando di una soluzione semplice e concreta: le recensioni dei clienti raccolte in fase post-acquisto e pubblicate sul tuo sito e sulle tue schede prodotto.

Proprio perché ci piacciono i numeri e i risultati misurabili, ti presentiamo oggi il caso di successo di GioiaPura, cliente di Recensioni Verificate dal 2016.

GioiaPura è un punto di riferimento della gioielleria online e rappresenta inoltre un’eccellenza del panorama e-commerce italiano.

Recensioni Verificate ha realizzato per GioiaPura una strategia di recensioni strutturata e personalizzata, sulla base delle specifiche esigenze del brand. Come sottolinea Davide Franco, CEO & Founder di GioiaPura:

“Recensioni Verificate ha accolto le nostre richieste di integrazione e personalizzazione, realizzando un progetto completo e integrato per il nostro e-commerce. Per un sito la raccolta delle recensioni clienti è oggi fondamentale.”

Ecco le principali esigenze che hanno portato GioiaPura ad adottare il sistema di raccolta di Recensioni Verificate:

  1. Far capire agli utenti che dietro al sito c’è un’azienda reale, in grado di ascoltare e supportare i clienti come in un negozio fisico.
  2. Dimostrare l’affidabilità dell’azienda e rassicurare i potenziali clienti sull’alta qualità dei suoi prodotti.
  3. Ottimizzare l’esperienza dell’utente sul sito utilizzando le informazioni ricevute dai suoi clienti.
  4. … e ovviamente migliorare le performance generali dell’e-commerce, in termini di conversioni, traffico e rendimento campagne.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GioiaPura ha sfruttato efficacemente le soluzioni di raccolta, moderazione e pubblicazione di recensioni sito e recensioni prodotto, migliorando il suo business sotto molti punti di vista. I risultati ottenuti sono tangibili:

  • +60% di aumento del traffico organico sul sito
  • +27% di aumento del tasso di conversione
  • oltre 52.000 recensioni raccolte con un punteggio medio di ben 4.9/5!

Ma non solo… vuoi scoprire gli altri KPI ottenuti da GioiaPura e le soluzioni adottate per raggiungerli?

SCARICA GRATUITAMENTE IL CASE STUDY COMPLETO! La prossima storia di successo potrebbe essere la tua.

 

 

 

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Come vendere di nuovo con il marketing post-spedizione https://it.recensioni-verificate.com/blog/come-vendere-di-nuovo-con-il-marketing-post-spedizione/ Tue, 23 Mar 2021 13:23:19 +0000 https://fr.avis-verifies.com/9230/ L’universo dell’eCommerce è oggi una realtà imprescindibile, essenziale per molti consumatori che dirigono verso l’online la maggior parte dei loro acquisti. Diventa quindi sempre più importante per gli eCommerce retail, non solo portare all’acquisto il consumatore, ma garantirsi una possibilità di riacquisto nel breve termine secondo una logica di fidelizzazione. Come fare? Semplice, gestendo al...

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L’universo dell’eCommerce è oggi una realtà imprescindibile, essenziale per molti consumatori che dirigono verso l’online la maggior parte dei loro acquisti. Diventa quindi sempre più importante per gli eCommerce retail, non solo portare all’acquisto il consumatore, ma garantirsi una possibilità di riacquisto nel breve termine secondo una logica di fidelizzazione. Come fare? Semplice, gestendo al meglio le fasi del post-acquisto e del post-spedizione.  

Nel mondo online, dove si perde il contatto “vis à vis” con il consumatore, assume particolare importanza la gestione di quei punti di contatto (touchpoints) nel funnel di acquisto che garantiscono un alto tasso di visualizzazione e conversione. Ce ne parla in questo articolo il nostro partner Qapla’, che ci racconterà come sfruttare tutto il potenziale delle email transazionali (sulla consegna) e delle pagine di tracking: in altre parole come fare marketing post-spedizione.

 

Cos’è il marketing post-spedizione

L’esperienza online del consumatore non si esaurisce nell’istante in cui l’utente effettua un acquisto, anzi, entra nel vivo proprio in questo particolare momento.

Gestione integrata del tracking da parte dell’eCommerce, comunicazione chiara dei tempi di consegna con una tracking page personalizzata per il cliente ed email transazionali propositive: sono questi alcuni dei principali fattori che influenzano l’esperienza post-spedizione del cliente. Prima ancora della comunicazione al consumatore, il merchant si deve però dotare di quegli strumenti in grado di rendere il più rassicurante possibile l’attesa del corriere e quindi del proprio ordine.

Oggigiorno, la velocità e la sicurezza con cui l’ordine passa dal magazzino dell’eCommerce alla porta di casa del consumatore è uno – se non il più – importante fattore che influenza l’esperienza e la percezione di brand dello store online. Parliamo dell’ultimo punto di contatto, la ciliegina sulla torta che può determinare una recensione positiva o negativa su Recensioni Verificate. Pensaci: quante recensioni del tuo store riguardano la spedizione?

Dopo che l’ordine ha abbandonato il magazzino dell’online store è dovere del merchant sapere dove si trova, con che corriere, gli eventuali ritardi o problemi con la spedizione (ricordiamo che, per la Direttiva sui Consumatori D.Lgs. 21/2014, il venditore è responsabile della merce, fino a quando non è nelle mani del consumatore). Per questo, il tracking diventa fonte di sicurezza per l’acquirente – più o meno in ansia – in cerca di informazioni precise e puntuali sulla posizione del suo pacco.

Una volta che l’eCommerce avrà perfezionato la gestione di questo aspetto della fase di post-vendita, potrà dedicarsi con più risorse e focus sulla personalizzazione e branding della comunicazione con il cliente relativa al tracking. Questa si svolge tramite email transazionali sulla consegna e tracking page, ovvero le pagine aperte dai destinatari per conoscere la posizione e lo stato di spedizione della merce attesa. Lì è presente il nome del corriere, il numero d’ordine, il tracking number e lo storico dei passaggi da uno stato all’altro di consegna.

Ecco un template dell’email sulla consegna dell’eCommerce Nuna Lie, realizzata tramite Qapla’.

 

 

Le opportunità di vendita delle email sulla consegna 

In molti sanno cosa sono, in pochi le sanno sfruttare. Le email transazionali sono dei messaggi di posta elettronica con cui gli eCommerce comunicano ai clienti finali gli aggiornamenti sullo stato delle loro spedizioni. Questi, subito dopo aver effettuato l’acquisto, entrano in uno stato di attesa, accompagnata spesso da ansia e frenesia: desiderano sapere dov’è il loro pacco, quando giungerà a destinazione, come arriverà e chi lo consegnerà. Questi dubbi creano nel consumatore un bisogno primario, quasi vitale di reperire queste informazioni. 

L’eCommerce le comunica attraverso le email transazionali, che proprio per lo stato in cui si trova il cliente, hanno tassi di apertura notevolmente superiori rispetto alle newsletter aziendali o alle DEM promozionali con offerte e coupon: almeno il 70% di tasso di apertura medio, il che vuol dire che almeno 7 clienti su 10 aprono e leggono queste comunicazioni sui loro ordini in consegna. Nonostante questi clamorosi tassi di apertura e il fatto che un utente apra queste email fino a quattro volte nell’arco del processo di spedizione, molti eCommerce tendono a tralasciare completamente questo aspetto e delegano questa comunicazione ai corrieri. Così il cliente riceve anonime e spesso non chiare email dai corrieri, credendo di essere stato lasciato da solo, in balia del trasportatore di turno, anche a livello di eventuale assistenza.

Se infatti consideriamo l’importanza che l’esperienza di consegna ha per il cliente eCommerce, scopriamo che il 61% degli eShopper rimane fedele allo store online dove ha effettuato l’acquisto “semplicemente” perché ha vissuto una buona delivery experience. L’impatto che questo ha sull’eCommerce va oltre il garantirsi (almeno potenzialmente) un cliente fedele. Attraverso la forza delle recensioni il cliente soddisfatto potrà influenzare gli altri utenti portandoli ad acquistare un prodotto. 

Insomma, chi compra online percepisce la fase di post-acquisto e spedizione come componente di una Brand Experience che non si interrompe nel momento in cui esce dal sito eCommerce, ma prosegue lungo tutto il viaggio che il pacco compie dal magazzino fino alla consegna nelle sue mani. Per trasformare queste email in possibilità di vendita ulteriore, promozione e fidelizzazione tra l’eCommerce e il cliente, esistono tool in grado di personalizzarle, inserendo banner, prodotti consigliati, tool promozionali di terze parti, contatti del customer care, etc… 

Secondo i dati reali ricavati dagli eCommerce che utilizzano Qapla’, la ricezione da parte dell’utente di email transazionali customizzate genera un conversion rate, o tasso di conversione, del 5%, ovvero cinque acquisti in più sul tuo eCommerce da clienti già acquisiti, senza nessuna spesa ulteriore di advertising.  

Abbiamo affrontato questi temi nel webinar con Sabrina Agasucci di Recensioni Verificate, Roberto Fumarola di Qapla’ e Elisa Marino di Nuna Lie:

 

 

Tracking Page personalizzata: la vetrina più visitata dell’eCommerce

Chi lavora nel settore delle vendite online avrà sentito almeno una volta nominare l’acronimo WISMO. Se ancora non sai di che cosa parliamo, questo è il momento per scoprirlo. Questa sigla corrisponde all’espressione inglese Where Is My Order?, ovvero la domanda ricorrente che un operatore del Customer care riceve decine, anzi centinaia di volte al giorno, in italiano: dov’è il mio ordine? 

Il WISMO rate – ovvero la percentuale di richieste su questo tema ricevute dall’assistenza di uno shop online – è diventato uno dei KPI da tenere sotto controllo per ogni buon Store Manager. 

Ebbene, le email transazionali non sono l’unico strumento tramite cui rispondere a questa domanda: la risposta, altrimenti, risulterebbe incompleta agli occhi del cliente informato soltanto nei momenti di apertura e lettura delle email. Ecco che a completare il quadro delle comunicazioni post-spedizione è necessaria una pagina che si aggiorni in automatico ed informi l’acquirente sullo stato della spedizione: la tracking page. Nella maggior parte dei casi, queste pagine sono collocate sul sito del corriere incaricato della spedizione, senza contare che molto spesso sono confusionarie e poco chiare. Questa scarsa chiarezza suscita nel cliente uno stato di insicurezza che non di rado sfocia in chiamate rivolte al customer care dell’eCommerce. 

Per evitare tutto questo, ed anzi, trasformare questo touchpoint in un’opportunità di fidelizzazione, alcuni strumenti software permettono la personalizzazione anche delle tracking page. Con questi tool è possibile, esattamente come avviene per le email transazionali, inserire messaggi promozionali, informare il cliente sul possibile acquisto di prodotti affini e, soprattutto, far percepire vicino il brand in modo da garantire un’esperienza post-spedizione su misura per il cliente. In più, si possono integrare tool esterni, che fanno parte del proprio “marketing kit”.

Attuare una buona comunicazione in queste fasi del funnel non è solo fondamentale per la customer retention. Il fatturato può iniziare a decollare, senza nessun budget da stanziare!

La tracking page, infatti, è la vetrina più visitata dell’eCommerce.

Perché? Ha tassi di riapertura pazzeschi, fino al 350%!

Noi stessi come consumatori ricarichiamo continuamente queste pagine web per sapere se la merce si è avvicinata a casa e siamo esposti a offerte, articoli diversi del catalogo, proposte correlate. Se il pacco è in consegna, il consumatore “in stato di grazia” può anche essere ben disposto e pronto a ri-cliccare su “Aggiungi al carrello”!

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Come mettere in atto tutte queste funzionalità? Grazie a strumenti software che semplificano la gestione delle spedizioni di un eCommerce e liberano il potenziale di marketing delle comunicazioni sulla consegna, primo tra tutti Qapla’. La piattaforma SaaS di tracking all-in-one, multicorriere e multipiattaforma, è al servizio degli eCommerce per creare un livello di engagement che porti a esperienze di acquisto memorabili.

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Fattoretto Agency: perché affidarsi a un’agenzia SEO specializzata https://it.recensioni-verificate.com/blog/fattoretto-agency-perche-affidarsi-a-unagenzia-seo-specializzata/ https://it.recensioni-verificate.com/blog/fattoretto-agency-perche-affidarsi-a-unagenzia-seo-specializzata/#respond Tue, 26 Jan 2021 07:01:19 +0000 https://fr.avis-verifies.com/9081/ Il valore della SEO: gli errori più comuni negli e-commerce Cominciata ben prima dell’emergenza sanitaria, l’ascesa del commercio elettronico è oggi uno dei principali trend internazionali, con una crescita stimata di oltre il 20%. Approfittarne richiede un’attenzione che non può riguardare solo l’offerta, ma anche soluzioni tecniche e innovative dello shop digitale. Una SEO sbagliata...

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Il valore della SEO: gli errori più comuni negli e-commerce

Cominciata ben prima dell’emergenza sanitaria, l’ascesa del commercio elettronico è oggi uno dei principali trend internazionali, con una crescita stimata di oltre il 20%.

Approfittarne richiede un’attenzione che non può riguardare solo l’offerta, ma anche soluzioni tecniche e innovative dello shop digitale.

Una SEO sbagliata può limitare se non compromettere le performance degli store, determinando perdite di denaro e clienti. Ma quali sono gli errori più comuni?

  • Alberatura e filtri non progettati a monte.
  • Presenza di contenuti scarni o duplicati.
  • Meta tag assenti, duplicati o non ottimizzati.
  • Mancanza di una strategia di link interni.
  • Scarse performance in termini di velocità.
  • Design non responsive.

Per evitare errori che possono costare molto cari, sia in termini di vendite che di soddisfazione del cliente, affidarsi ad agenzie specializzate nella SEO per e-commerce è una scelta obbligata se l’obiettivo è vincere le sfide e cogliere le tante opportunità del mercato.

L’importanza dei risultati, come lavora Fattoretto Agency

Il metodo di lavoro fa leva su oltre 15 anni di esperienza in campo SEO e una specializzazione nel settore e-commerce. Fattoretto Agency è l’agenzia digitale SEO & Digital PR che, operando come partner affidabile, ricorre a progetti incentrati sul cliente e concepiti per il conseguimento di risultati concreti.

La consulenza SEO passa da una iniziale fase di kick off nel corso della quale viene ottimizzata la piattaforma del cliente e sono analizzati i competitor. Sulla scorta dell’esame dei concorrenti, vengono definite molteplici attività, che saranno sviluppate nel corso dell’anno, pertinenti sia la SEO onsite che lato SEO offsite. Non viene così solo potenziata la brand awareness, ma anche la SEO grazie ad azioni mirate.

Il cliente approfitta inoltre di report avanzati integrati con gli strumenti di SEMrush, che gli consentono di assumere le migliori decisioni nel più breve tempo possibile. Tra i tool digitali implementati figurano Business Intelligence e Analisi Search Intelligence.

Le attività di Digital PR coinvolgono editori partner selezionati e danno evidenza alle main keyword dei progetti dei clienti, portando a un incremento della visibilità del brand e del dominio.

I risultati sono testimoniati dalle certificazioni di qualità di noti istituti di ricerca. Le Stelle dell’e-commerce, classifica delle 500 eccellenze del commercio elettronico italiano stilata da Corriere della Sera in collaborazione con Statista, annovera diversi clienti dell’agenzia, tra cui: Castellani Shop, Brums e Fantaztico.

Anche nell’ambito dei migliori e-commerce d’Italia 2020/2021 secondo l’Istituto Tedesco di Qualità e Finanza (ITQF) figurano altri shop clienti, in particolare Onlinestore, eCharme e Lineonline.it.

Oltre allo status di SEMrush Brand Ambassador, l’agenzia guidata da Massimo Fattoretto è partner ufficiale di Recensioni Verificate, 4eCom Business Partner (Associazione che promuove l’uso di piattaforme online Made in Italy), Business Partner Netcomm (Consorzio del Commercio Digitale Italiano) ed Ecommerce School Ambassador.

Fattoretto Agency promuove infine iniziative di formazione e ha creato la prima Master Class italiana sulla SEO per e-commerce. Occasioni di crescita professionale progettate per gli store manager che vogliono approfittare dell’esperienza degli specialisti del commercio.

Per maggiori informazioni su Fattoretto Agency, visita il sito.

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